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Areola e capezzolo dopo la mastectomia: quando e come ricostruirli

Grazia Meo ColomboDermopigmentista e fondatrice di Studio HekaPubblicato il · Aggiornato il

Per molte donne la ricostruzione del seno dopo una mastectomia è un percorso lungo, fatto di interventi, controlli e attese. Quando il seno ha ritrovato una forma, spesso manca ancora qualcosa: l’areola e il capezzolo. È un dettaglio piccolo solo in apparenza, perché è quello che fa riconoscere allo specchio il proprio seno.
In questo articolo raccontiamo come si arriva a questo ultimo passo: quando si può fare, quali sono le strade possibili, come si svolge la dermopigmentazione e cosa chiedere al medico che ti segue.
In breve: l’areola e il capezzolo si possono ricostruire con la chirurgia, con la dermopigmentazione (il tatuaggio 3D) o con entrambe. Il tatuaggio si fa a ricostruzione conclusa, con la cicatrice matura (in genere dopo almeno 6-12 mesi) e sempre con il nulla osta dell’oncologo o del chirurgo. Per tempi, sedute e costi del trattamento nel nostro studio vedi la pagina Tatuaggio areola dopo mastectomia.
L’ultimo passo della ricostruzione
La ricostruzione mammaria si fa per tappe. Prima si ricostruisce il volume del seno, con protesi o con tessuti della paziente stessa. Poi, a distanza di mesi, si possono fare ritocchi per la forma e la simmetria. Areola e capezzolo arrivano per ultimi, quando il seno ha trovato la sua forma definitiva: se si facessero prima, la loro posizione potrebbe spostarsi con gli assestamenti successivi.
Non tutte le donne scelgono di completare questo passaggio, ed è una scelta personale. Chi lo fa racconta spesso che è il momento in cui sente di “chiudere” il percorso.
Chirurgia o tatuaggio: le strade possibili
Il capezzolo ricostruito con la chirurgia. Il chirurgo crea una piccola sporgenza con la pelle del seno ricostruito (si usano diverse tecniche, a lembo locale) o con un innesto. Dà un volume reale, ma con il tempo tende ad appiattirsi un po’. E non ha colore: va comunque pigmentato.
L’areola e il capezzolo tatuati (dermopigmentazione 3D). Con pigmenti, luci e ombre si ricrea l’aspetto di un’areola con il suo capezzolo, compresi i piccoli rilievi della pelle. Il volume non c’è, ma l’occhio lo percepisce. Non richiede un altro intervento.
Le due insieme. È una scelta frequente: il chirurgo ricostruisce il capezzolo, la dermopigmentazione dà colore all’areola e al capezzolo e li rende più realistici.
Quale strada scegliere dipende dalla situazione della pelle, dal tipo di ricostruzione e dalle preferenze di ciascuna. Ne vale la pena parlare con il chirurgo che ti segue, che conosce i tuoi tessuti meglio di chiunque.
Quando si può fare la dermopigmentazione
- A ricostruzione conclusa, quando forma e posizione del seno sono definitive.
- Con la cicatrice matura, non più arrossata né in fase di guarigione: in genere dopo almeno 6-12 mesi dall’ultimo intervento.
- Con il nulla osta del medico, dell’oncologo o del chirurgo. È un passaggio che chiediamo sempre.
- Se hai fatto radioterapia, la pelle trattata guarisce in modo diverso e può essere più sottile e fragile. In questi casi il parere del medico è ancora più importante, e anche i tempi possono essere più lunghi.
Come si svolge il trattamento
- Il colloquio. Prima di tutto ascoltiamo: la tua storia, cosa desideri, i tuoi dubbi. Ci prendiamo il tempo necessario, in una cabina riservata.
- Il disegno. Studiamo la posizione, la dimensione e la forma dell’areola. Se un seno è naturale, si lavora per avvicinarsi il più possibile all’areola che c’è. Se sono ricostruiti entrambi, si sceglie insieme come vuoi che siano. Il disegno si guarda allo specchio, in piedi, e si corregge finché non ti convince.
- Il colore. Si sceglie e si miscela il pigmento sul tuo incarnato, anche con una prova su una piccola area.
- Le sedute. Dopo la prima seduta possono servirne fino a 4, a distanza di almeno 4 settimane, per costruire colore, sfumature e punti luce.
- Il controllo finale, a guarigione completa.
Sulla pelle ricostruita la sensibilità è spesso ridotta, quindi il fastidio è in genere lieve. Usiamo pigmenti conformi al regolamento europeo REACH sugli inchiostri per tatuaggi e trucco permanente.
Cosa aspettarsi
Il risultato è un’areola che, guardata a una distanza normale, ha colore, profondità e un capezzolo visibile. Da vicino o al tatto si capisce che il volume è disegnato e non reale. È giusto saperlo prima.
Con il tempo il colore si schiarisce: tende a sbiadire nel giro di 12-24 mesi, e si consiglia un controllo una volta l’anno per mantenere colore e definizione. Ogni pelle reagisce in modo diverso, specialmente se è stata irradiata: per questo i tempi dei ritocchi si decidono insieme.
Cosa chiedere al tuo medico
Se stai pensando alla dermopigmentazione, queste domande possono esserti utili alla prossima visita:
- La ricostruzione è conclusa o sono previsti altri interventi?
- La cicatrice e la pelle sono pronte per essere pigmentate?
- Se ho fatto radioterapia, ci sono attenzioni particolari?
- È meglio ricostruire il capezzolo chirurgicamente prima del tatuaggio, o basta il tatuaggio?
Dopo le terapie: cicatrici e capelli
La dermopigmentazione può aiutare anche su altri segni del percorso. Le cicatrici chirurgiche, una volta stabili, si possono rendere meno visibili con il camouflage delle cicatrici. Se dopo le terapie i capelli sono ricresciuti più radi, o non sono ricresciuti, la tricopigmentazione per alopecia può migliorarne l’aspetto, sempre con il via libera dell’oncologo. I costi dei trattamenti sono nel listino della dermopigmentazione paramedicale.
Domande frequenti
Il tatuaggio dell’areola è sicuro dopo un tumore al seno?
Sì, con il nulla osta del tuo oncologo o del chirurgo e su una pelle pronta a riceverlo. Lavoriamo con pigmenti certificati e protocolli igienici rigorosi.
Si può fare su una sola areola?
Sì. In questo caso colore, dimensione e posizione si studiano sull’areola naturale, per ottenere la massima simmetria.
E se ho già un capezzolo ricostruito chirurgicamente?
La dermopigmentazione serve proprio a dargli colore e a raccordarlo con l’areola, perché il capezzolo chirurgico nasce dello stesso colore della pelle.
Si può fare dopo una mastectomia con conservazione del capezzolo?
A volte, dopo questi interventi, l’areola resta più chiara o con un colore irregolare. La dermopigmentazione può uniformarla. Ne parliamo in consulenza, guardando la tua situazione.
Il primo passo
Puoi prenotare una consulenza gratuita nel nostro studio all’Arenella, a Napoli, oppure iniziare online con qualche foto. Ci vengono a trovare donne da tutta la Campania: se arrivi da fuori città, organizziamo le sedute per ridurre al minimo gli spostamenti.
Per i dettagli del trattamento: Tatuaggio areola dopo mastectomia a Napoli.
Fonte: Studio Heka – https://www.studioheka.it/dermopigmentazione-areola-napoli-la-ricostruzione-estetica-e-psicologica-post-mastectomia/
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