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Cicatrice del cesareo: si può tatuare o rendere meno visibile?

Grazia Meo ColomboDermopigmentista e fondatrice di Studio HekaPubblicato il · Aggiornato il

Donna con cicatrice orizzontale da taglio cesareo sul basso ventre

Dopo un cesareo, la cicatrice di solito è bassa e corta, nascosta dalla biancheria. Eppure per molte donne resta un pensiero: una linea più chiara della pelle intorno, a volte un piccolo solco, a volte un “gradino” con la pelle che ricade sopra.

In questo articolo spieghiamo cosa succede alla cicatrice del cesareo nei mesi dopo il parto, quando si può pensare di trattarla e cosa può fare la dermopigmentazione (il tatuaggio paramedicale), anche nei suoi limiti. Alla fine trovi un confronto con la cicatrice dell’addominoplastica, che sembra simile ma si comporta in modo molto diverso.

In breve: la cicatrice del cesareo si può rendere meno visibile con il camouflage quando è matura, in genere dopo 8-12 mesi. Il pigmento lavora sul colore, non sul volume: una cicatrice chiara si mimetizza bene, un solco profondo resta un solco. Per tempi, sedute e costi del trattamento vedi la pagina Camouflage cicatrici e ustioni.

Com’è fatta la cicatrice del cesareo

Nel taglio cesareo l’incisione più usata è quella orizzontale, bassa, sopra il pube (incisione di Pfannenstiel). Fuori misura in media 10-15 cm, ma sotto attraversa più strati: pelle, tessuto adiposo, fascia dei muscoli e peritoneo.

È questo lavoro in profondità che spiega l’aspetto tipico della cicatrice. Durante la guarigione, la pelle può restare “agganciata” ai tessuti sottostanti (si parla di aderenze). Il risultato è una linea infossata, con il tessuto sopra che ricade leggermente: il cosiddetto effetto scalino.

Come cambia nei primi mesi

Una cicatrice non è mai “finita” quando si tolgono i punti. Nei mesi successivi il tessuto si rimodella:

  • i primi mesi: la cicatrice è rosa, rossa o violacea, a volte in rilievo e un po’ dura. È la fase attiva, in cui il tessuto lavora ancora;
  • dopo 6-12 mesi: il colore si spegne, la cicatrice si appiattisce e si ammorbidisce. Spesso diventa più chiara della pelle intorno, bianca o argentata;
  • oltre l’anno: la cicatrice è in genere stabile. È a questo punto che si vede com’è davvero e cosa si può migliorare.

Se dopo molti mesi la cicatrice è ancora rossa, gonfia, dolente o continua a crescere oltre i bordi del taglio, ne va parlato con il ginecologo o con un dermatologo: può trattarsi di una cicatrice ipertrofica o di un cheloide, che richiedono una valutazione medica.

Prendersi cura della cicatrice nei primi mesi

Nei primi mesi le indicazioni sulla cicatrice le dà il ginecologo o l’ostetrica che ti segue. In generale si raccomanda di proteggerla dal sole, perché una cicatrice giovane esposta può scurirsi in modo duraturo, e di non stuzzicare punti e crosticine.

Spesso vengono consigliati anche il massaggio della cicatrice, una volta chiusa del tutto, e prodotti al silicone in gel o in cerotto. Da quando iniziare e come farlo va chiesto al proprio medico. Se compaiono o aumentano dolore, arrossamento, gonfiore o secrezioni, rivolgiti subito al medico.

Questi accorgimenti aiutano la cicatrice a maturare meglio. Il camouflage, se serve, arriva dopo.

Si può tatuare la cicatrice del cesareo?

Sì, quando ci sono queste condizioni:

  • è matura: per il cesareo servono in genere almeno 8-12 mesi dal parto;
  • è piatta e morbida al tatto, non arrossata né dolente;
  • è più chiara della pelle intorno. È il caso in cui il camouflage dà i risultati migliori, perché il pigmento riporta la linea chiara verso il colore della pelle sana.

Non si tratta invece una cicatrice ancora in fase attiva, né un cheloide o una cicatrice ipertrofica non stabilizzata: il trauma degli aghi potrebbe riattivarne la crescita. Se stai allattando, ne parliamo in consulenza e, se serve, con il tuo medico.

Una parola sul nome. Si parla di tatuaggio su cicatrice, dermopigmentazione o camouflage, ma non è un tatuaggio decorativo: non si disegna sopra la cicatrice, si cerca di farla sparire nel colore della pelle.

Cosa può fare il camouflage, e cosa no

Cosa può fare: ridurre il contrasto di colore tra la cicatrice e la pelle intorno. Con un pigmento miscelato sulla tua tonalità, la linea chiara diventa molto meno visibile, soprattutto alla luce normale e a una distanza di conversazione.

Cosa non può fare: correggere il volume. Se la cicatrice è infossata, l’ombra del solco resta. Anzi: mettere un colore chiaro dentro un solco profondo rischia di evidenziarlo invece di nasconderlo. Per questo, in consulenza, guardiamo la cicatrice anche alla luce radente, cioè di lato, che mostra i dislivelli.

Quando lo scalino è marcato, prima del pigmento può aiutare un ciclo di massaggio cicatriziale o di fisioterapia dermatofunzionale, che ammorbidisce le aderenze e solleva un po’ il solco. Nei casi più importanti, il primo interlocutore è il chirurgo plastico, che può valutare una revisione della cicatrice. Il camouflage, se serve, viene dopo.

Come si svolge il trattamento

  1. Consulenza e test. Valutiamo la cicatrice (colore, consistenza, profondità) e facciamo una prova di colore su una piccola area. La pelle cicatriziale trattiene il pigmento in modo diverso da quella sana, e il test ci mostra la resa reale.
  2. Prima seduta. Si deposita una prima stesura di pigmento, leggera.
  3. Sedute successive. In genere ne servono fino a 4, a distanza di almeno 4 settimane, per costruire il colore per strati invece di coprire tutto in una volta.
  4. Controllo finale. A guarigione completa verifichiamo che il colore sia integrato con la pelle intorno.

Il tessuto cicatriziale maturo è spesso meno sensibile della pelle sana, quindi il fastidio è in genere lieve. Come tutta la dermopigmentazione, il colore si schiarisce con il tempo: si consiglia un ritocco ogni 18-24 mesi.

Cesareo e addominoplastica: due cicatrici diverse

Capita spesso che chi ha avuto un cesareo faccia, anni dopo, un’addominoplastica. Le due cicatrici sono nella stessa zona, ma si comportano in modo molto diverso.

Taglio cesareoAddominoplastica
Lunghezza media10-15 cmda fianco a fianco, 30-50 cm e oltre
Cosa succede sottoincisione profonda, fino al peritoneoampio scollamento della pelle, che viene tirata verso il basso
Tendenza della cicatricea infossarsi (effetto scalino)ad allargarsi e assottigliarsi
Quando si può trattarein genere dopo 8-12 mesispesso dopo 12-18 mesi
Obiettivo del camouflageuniformare il colore nel solco, se non c’è un’ombra profondasfumare il colore lungo una linea lunga e irregolare

Nell’addominoplastica la pelle viene tesa molto, e questa tensione nei primi mesi tende ad allargare la cicatrice, che diventa una banda chiara e piatta. Lo spessore cambia lungo il tracciato: al centro la pelle guarisce in un modo, verso i fianchi, dove è più sottile, in un altro. Alle estremità possono restare piccoli rilievi (le cosiddette “orecchie di cane”).

Inoltre, dopo un’addominoplastica la sensibilità della pelle dell’addome è spesso ridotta per molti mesi. Per chi esegue il camouflage significa non potersi affidare a quello che senti tu: la profondità dell’ago si regola guardando come risponde la pelle.

Per questi motivi l’addominoplastica richiede più attesa e un lavoro per velature su un’area molto più ampia.

Altri segni dopo la gravidanza

Dopo una gravidanza, oltre alla cicatrice del cesareo, possono comparire le smagliature sull’addome. Cosa funziona davvero e cosa no lo spieghiamo nell’articolo sulle smagliature bianche. Se hai invece una cicatrice in una zona esposta, leggi come si trattano le cicatrici sul viso.

Domande frequenti

Quanto tempo devo aspettare dopo il cesareo?

In genere almeno 8-12 mesi. Conta più l’aspetto della cicatrice che il calendario: deve essere piatta, morbida e non più rosa.

La cicatrice sparirà del tutto?

No. Il camouflage la rende molto meno visibile uniformando il colore, ma non cancella un solco o un rilievo. In consulenza ti diciamo con chiarezza cosa aspettarti nel tuo caso.

Si può fare se ho avuto più di un cesareo?

Sì, se la cicatrice attuale è matura. Dopo più interventi il tessuto è spesso più fibroso e lo scalino più marcato: il test preliminare è ancora più importante.

Posso farlo durante l’allattamento?

È un aspetto da valutare caso per caso, anche con il tuo medico. Parliamone in consulenza.

Quanto costa?

Dipende dalla lunghezza e dal tipo di cicatrice e dal numero di sedute. Trovi le indicazioni nel listino della dermopigmentazione paramedicale; il preventivo preciso si fa dopo aver visto la cicatrice.

Il primo passo

Il modo più semplice per capire cosa si può fare sulla tua cicatrice è farcela vedere. Puoi prenotare una consulenza gratuita, nel nostro studio all’Arenella a Napoli oppure online con qualche foto. Riceviamo pazienti da tutta la Campania.

Per i dettagli del trattamento: Camouflage cicatrici e ustioni a Napoli.

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Fonte: Studio Heka – https://www.studioheka.it/cicatrice-cesareo-tatuaggio/

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